Circo mediatico made in Deutschland

In un puntuto articolo pubblicato questa settimana, il Financial Times Deutschland torna ad attaccare l’Italia. Questa volta lo fa con metodo poco ortodosso, se non proprio truffaldino. Il quotidiano scrive infatti che, a fine dicembre, il ministero dell’Economia, date le difficoltà del nostro paese a rifinanziarsi a tassi accettabili, avrebbe emanato un regolamento con il quale avrebbe minacciato le banche italiane, in tipico stile mafioso e da “Padrino” (sic!), ad acquistare almeno il 4 per cento dei titoli di stato emessi nel corso delle aste pubbliche per il mercato primario.
7 GEN 12
Ultimo aggiornamento: 18:46 | 9 AGO 20
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In un puntuto articolo pubblicato questa settimana, il Financial Times Deutschland torna ad attaccare l’Italia. Questa volta lo fa con metodo poco ortodosso, se non proprio truffaldino. Il quotidiano scrive infatti che, a fine dicembre, il ministero dell’Economia, date le difficoltà del nostro paese a rifinanziarsi a tassi accettabili, avrebbe emanato un regolamento con il quale avrebbe minacciato le banche italiane, in tipico stile mafioso e da “Padrino” (sic!), ad acquistare almeno il 4 per cento dei titoli di stato emessi nel corso delle aste pubbliche per il mercato primario. Qualora gli istituti di credito dovessero astenersi dal farlo – sostiene il Ftd – sarebbero puniti con il declassamento nell’ambito di una pagella redatta dal Tesoro. Tralasciando il fatto che nel prosieguo dell’articolo gli stessi autori giudicano la minaccia di “natura simbolica”, il punto è che in realtà il Ftd si riferisce, senza nominarlo, al regolamento sui cosiddetti “criteri di valutazione degli specialisti in titoli di stato”. Gli specialisti sono quei particolari operatori chiamati a svolgere l’importante funzione di market maker. Hanno precisi diritti e obblighi nei confronti del Tesoro, impegnandosi a sottoscrivere le aste dei titoli di stato e a garantire una costante liquidità del mercato secondario, e hanno l’esclusivo diritto di partecipare alle riaperture successive alle aste.
Il regolamento in questione non è affatto una novità e gli specialisti sono sempre esistiti, oltre a essere in maggioranza istituti stranieri. Il Tesoro procede infatti annualmente alla redazione di questi criteri e l’ultimo regolamento, datato 30 dicembre scorso, non modifica né le quote minime di acquisto dei titoli di stato da parte degli istituti di credito, né i criteri di valutazione, che rimangono identici a quelli degli ultimi tre anni. Quindi? Quindi il ricatto da parte del governo Monti non esiste, né tantomeno l’offerta mafiosa cui accenna il Ftd in apertura e in chiusura, rifacendosi prima al film “Il Padrino” e poi alle dichiarazioni di un banchiere anonimo di Francoforte. Restano insomma solo toni sprezzanti e parole zeppe di cliché per il nostro paese che non fanno altro se non alimentare il circo mediatico-finanziario in atto ormai da diversi mesi. Dai quotidiani tedeschi, in un momento così complicato per le sorti dell’Eurozona, ci si aspetterebbe un pizzico di serietà in più.